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— Ma che cosa significa? Che Solian è ancora vivo e si nasconde da qualche parte? Avrei giurato che non avesse disertato, ma forse Brun aveva ragione.

Anche gli idioti ogni tanto hanno ragione. — Ci devo pensare. In ogni caso non prova né che Solian sia vivo, né che sia morto. Non prova nemmeno che non sia stato ucciso proprio lì, anche se non gli è stata tagliata la gola.

L’armiere Roic, che Dio lo benedicesse in eterno, posò una tazza di caffè fumante vicino a Miles e si ritirò accanto alla porta. Miles si pulì la bocca, se non la mente, con il primo sorso, e ne prese un secondo per guadagnare un po’ di tempo per pensare.

Vorpatril però aveva un vantaggio su di lui sia in termini di caffè che di riflessione. — Dovremmo riferire la novità al Capo Venn? Oppure… no?

Miles emise un mugolio dubbioso. L’unica leva nel suo compito di diplomatico, l’unica cosa che gli avrebbe dato un’arma per trattare, era stata la possibilità che Solian fosse stato assassinato da un quad sconosciuto. Ma ora pareva più problematico. — Il sangue deve essere stato prodotto altrove. Con l’equipaggiamento giusto, è facilissimo. Trovate tutti i sistemi di sintesi di sangue artificiale che esistono sulla Stazione, o a bordo delle navi in porto: il posto in cui è stato prodotto deve essere uno di quelli. E da lì potremo iniziare le indagini che potrebbero portarci alla persona giusta. È un lavoro di gambe, in un certo senso… — Miles esitò, poi andò avanti — per la polizia locale che è meglio equipaggiata di noi. Ammesso che ci si possa fidare di loro.

— Fidarsi dei quad! Non direi proprio!

— Che motivo avrebbero di mentirci o di sviarci? — Quale, infatti? — Devo lavorare tramite Greenlaw e Venn. Non ho nessuna autorità personale sulla Stazione Graf. — Be’, c’era Bel, ma doveva usarlo con molta cautela o rischiava di bruciare la sua copertura.

Voleva la verità. Con una certa ironia si rese conto che avrebbe anche voluto averne il monopolio, o almeno, lo avrebbe voluto fino a quando non avesse escogitato il modo di usarla a vantaggio di Barrayar. Si strofinò il mento ruvido.

— Chiaramente prova che qualunque cosa sia successa in quella stiva di carico, un omicidio o un depistaggio, è stato attentamente pianificato, e non una cosa improvvisata. Mi incaricherò io stesso di parlarne con Venn e con Greenlaw. Parlare con i quad è comunque il mio incarico. — Che mi sono guadagnato per i miei peccati, presumibilmente. — Grazie, ammiraglio, e ringrazi da parte mia anche il suo ufficiale medico.

Vorpatril rispose con un cenno un po’ riluttante di compiacimento, e Miles tolse la comunicazione.

— Maledizione — si lagnò, fissando lo spazio davanti a sé. — Perché nessuno se n’è accorto fin dalla prima analisi? Non è compito mio fare il patologo legale!

— Mi aspetterei… — cominciò l’armiere Roic, e poi si fermò. — Uhm… era una domanda, Milord?

Miles si girò sulla poltrona. — Una domanda retorica, ma tu avresti una risposta, per caso?

— Be’, Milord — rispose Roic, diffidente. — È una cosa che ha a che fare con le dimensioni di questo posto. La Stazione Graf è piuttosto grande per un habitat spaziale, ma in realtà per gli standard di Barrayar è solo una cittadina. E gli spaziali sono persone che osservano le regole della loro Sicurezza. Non credo che accadano molti omicidi, quassù.

— Quanti ne avevate voi ad Hassadar?

La Stazione Graf vantava cinquantamila residenti; la capitale del Distretto Vorkosigan aveva una popolazione che si avvicinava al mezzo milione.

— Uno o due al mese, in media. Ma non regolarmente. Ne capitavano in serie uno dopo l’altro, poi seguiva un periodo tranquillo. Forse di più d’estate che d’inverno, a parte i giorni attorno alla Festa d’Inverno. Allora si registravano un sacco di omicidi multipli. E la maggior parte si essi erano tutto, meno che misteriosi. Ma ad Hassadar non ci sono tanti tipi strani da tenere occupati i nostri esperti legali, capisce. Per lo più i nostri medici sono a part rime, quando c’è bisogno di loro. Se mai succedeva qualcosa di veramente strano, chiamavamo uno degli uomini della squadra omicidi di Lord Vorbohn da Vorbarr Sultana. Loro sono esperti, perché nella loro città succede un omicidio al giorno, hanno un sacco di esperienza. Scommetto che il Capo Venn non ha nemmeno un dipartimento di medicina legale, solo qualche dottore quad che chiama di quando in quando. E quindi non mi aspetto affatto che siano degli esperti all’altezza di, be’, della Sicurezza Imperiale, come lei era abituato, Milord.

— È… un punto di vista molto interessante, Roic. Ti ringrazio. — Miles bevve un’altra sorsata di caffè. — Solian… — disse pensosamente. — Non so niente su quel tipo. Aveva dei nemici? Dannazione, o almeno un amico? Un’amante? Se è stato davvero ucciso, è stato per ragioni personali o professionali? Farebbe una differenza enorme.

Miles aveva dato un’occhiata alla scheda di Solian mentre era in viaggio, e l’aveva trovato normale. Se mai l’uomo fosse già stato nello Spazio Quad, questo non era accaduto dopo essere entrato al servizio dell’Impero, sei anni prima. Aveva compiuto altri due viaggi di scorta militare, con due differenti consorzi di navi, e le sue esperienze, a quanto pareva, non avevano mai incluso nulla di più eccitante di un marinaio ubriaco o di un passeggero a cui era dato di volta il cervello.

Generalmente più della metà del personale militare che componeva una scorta viaggiava con compagni nuovi. Se Solian, a bordo dell’Idris, si fosse fatto degli amici, o dei nemici, nelle settimane successive alla partenza da Komarr, sicuramente sarebbe venuto fuori. Se la sua scomparsa fosse avvenuta subito dopo l’arrivo nello Spazio Quad, Miles avrebbe potuto pensare a questioni professionali, ma essere rimasti fermi dieci giorni in quel porto poteva aver offerto ampie opportunità a un ufficiale della Sicurezza ficcanaso di mettersi nei guai a terra.

Vuotò la tazza e chiamò il Capo Venn dalla consolle. Anche il comandante della Sicurezza quad, a quanto pareva, era arrivato al lavoro di buon mattino. Il suo ufficio era situato nella zona in caduta libera, ovviamente, quindi comparve fluttuante di lato rispetto a Miles, con un bulbo di caffè stretto nella mano superiore destra. Mormorò un educato — Buongiorno, Lord Ispettore Vorkosigan — ma non estese la sua cortesia fino a raddrizzarsi rispetto a Miles, che dovette esercitare un controllo cosciente su se stesso per evitare di piegarsi sulla sedia. — Che cosa posso fare per lei?

— Molte cose, ma, prima di tutto, una domanda. Quando è avvenuto l’ultimo omicidio sulla Stazione Graf?

Le sopracciglia di Venn guizzarono. — Ce n’è stato uno sette anni fa.

— Ah, e prima di allora?

— Tre anni prima, mi pare.

— Lei era responsabile delle indagini in quei due casi?

— No, successero prima che arrivassi io… sono diventato capo della Sicurezza solo cinque anni fa. Ma non mi sembra che ci fosse molto da indagare. Entrambe le volte i sospetti erano dei terricoli in transito: uno aveva ucciso un altro terricolo, il secondo aveva assassinato un quad per una stupida disputa di denaro. La colpevolezza venne confermata dai testimoni oculari e dall’interrogatorio sotto penta-rapido. Si tratta quasi sempre di terricoli in questi casi, ho notato.

— Quindi lei non ha mai investigato su un omicidio misterioso?

Venn si raddrizzò, apparentemente per rivolgere meglio a Miles un’occhiataccia. — Io e il mio personale siamo perfettamente addestrati in tutte le tecniche necessarie, glielo garantisco.

— Temo che su questo punto dovrò riservarmi di giudicare, Capo Venn. Ho delle novità piuttosto curiose. Ho incaricato l’ufficiale medico della flotta barrayarana di riesaminare il campione di sangue di Solian. Sembra che sia stato prodotto artificialmente, si presume usando un campione del vero sangue di Solian. Forse dovrebbe chiedere ai suoi esperti legali, chiunque siano, di eseguire un nuovo esame su quello che avete prelevato nella stiva di carico, in modo da poterlo confermare.