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Un giorno, stanca di scrivere e riscrivere finché il fratello fosse soddisfatto, Val esclamò disperata: — Scrivilo tu stesso, allora!

— Non posso — rispose lui. — Mai. Rischieremmo di mescolare i due stili. Non scordare che un giorno saremo abbastanza famosi da indurre qualcuno a fare delle analisi su di noi. Dobbiamo risultare persone diverse, articolo per articolo.

E Valentine s’impegnò al meglio. Il suo nome di battaglia sui video-giornali, il principale, era ormai Demostene. L’aveva scelto Peter, e in quanto a lui si firmava Locke. Erano ovvi pseudonimi, ma anche ciò faceva parte del piano. — Con un po’ di fortuna, la gente comincerà a cercar di scoprire chi siamo.

— Se diventiamo troppo famosi, i servizi segreti non ci metteranno niente a scoprirlo. Per il solo piacere di avere un dossier su di noi.

— Quando accadrà, saremo già troppo in alto per soffrirne un danno. La gente riceverà un colpo nell’apprendere che Demostene e Locke sono due ragazzini, ma tutti quanti saranno già abituati ad ascoltarci.

Cominciarono a comporre dibattiti per le loro personalità fittizie. Valentine avrebbe studiato un articolo d’apertura, e Peter avrebbe usato un nome provvisorio per replicarle. La sua risposta avrebbe dovuto essere intelligente e rappresentare una parte dell’opinione pubblica, condita con acuto sarcasmo e una buona dose di retorica. Valentine aveva un intuito per le allitterazioni che rendeva memorabili certe sue frasi. Poi anche Locke sarebbe entrato nel dibattito, separato da un ragionevole lasso di tempo. Se altri giornalisti avessero interposto i loro commenti, Peter e Val li avrebbero ignorati, o avrebbero modificato i propri articoli per adeguarli a ciò che era stato già scritto.

Peter teneva un accurato elenco di tutte le loro frasi più originali, e di tanto in tanto vagliava la pagina politica dei video-giornali per vedere se una di esse sbucava fuori qua e là. Non tutte ebbero presa, ma molte furono ripetute anche da reti a larga diffusione, e alcune ebbero tanto successo da comparire sulla stampa internazionale, citate o parafrasate in vari modi. — Ci stanno leggendo — approvò Peter. — Le idee stanno mettendo radici.

— Le frasi celebri, comunque.

— Quelle ne sono solo il veicolo. Guarda, cominciamo ad avere una certa influenza. Nessuno ancora cita i nostri nomi, certo, ma discutono gli argomenti che abbiamo messo in campo. Alcuni sono già all’attenzione del governo. È lì che dobbiamo mirare.

— Ci muoviamo per entrare in un grosso video-giornale?

— No. Aspetteremo che ce lo propongano.

Stavano lavorando da soli sette mesi quando una rete di distribuzione della costa occidentale contattò Demostene per videoposta. Era un’offerta per una colonna settimanale su uno dei quotidiani più letti.

— Non posso fare una colonna settimanale — disse Valentine. — Non ho ancora neppure un periodo mensile.

— Le due cose non sono collegate — disse Peter.

— Per me sì. Io sono ancora una bambina.

— Rispondi che accetti, e che siccome preferisci non rivelare la tua identità desideri esser pagata addebitando loro ogni secondo che passi collegata alla videostampa, tramite un nuovo codice d’accesso avallato dai loro computer.

— Così, quando i servizi segreti mi scopriranno…

— Sarai soltanto una persona che si inserisce nelle reti di distribuzione facendo pagare alla CalNet. Il codice di cittadino di Papà non ci sarà più coinvolto. Quello che non riesco a capire è perché hanno voluto Demostene prima di Locke.

— Che abbiano fiuto per il talento?

Vista come una sfida, era divertente. Ma a Valentine non piacevano certe posizioni che Peter imponeva a Demostene. Questi infatti cominciò a sviluppare un’ostilità paranoica verso il Patto di Varsavia. A preoccuparla c’era il fatto che Peter era il solo a sapere come destare una paura strisciante nei lettori; questo la costringeva a ricorrere a lui sia per la tecnica che per le idee spicciole. Intanto Peter, firmandosi Locke, propugnava strategie moderate più adatte a lei. Era un particolare studiato a bella posta, ma il suo effetto principale fu di legarla ancor più inestricabilmente a Peter. Val non avrebbe potuto rendersi indipendente da lui e usare Demostene per i suoi scopi: non sapeva come farne uso, da sola. Ma il legame funzionava nei due sensi, perché neppure Peter poteva far parlare Locke senza di lei. O avrebbe potuto?

— Pensavo che l’idea fosse di unificare il mondo. Se scrivo questo articolo come vuoi tu, sembrerà che io invochi la guerra contro il Patto di Varsavia.

— Niente guerra, bensì apertura delle reti di comunicazione internazionale, abolizione della censura sovietica e libertà d’informazione. Ossequienza alle stesse regole cui ubbidiscono gli Alleati, per la salvezza comune.

Senza volerlo Valentine replicò nello stile che usava per i suoi articoli, pur esprimendo un’opinione diversa da quella di Demostene. — Tutti sanno che fin dall’inizio il Patto di Varsavia fu considerato come una singola entità, per quanto riguarda il rispetto di quelle regole. La circolazione delle notizie è aperta, in campo internazionale. Ma nelle nazioni del Patto di Varsavia è una questione interna. Soltanto grazie a questo accordo essi permisero la supremazia americana fra gli Alleati.

— Stai recitando la parte di Locke, Val. Ascolta me: tu devi invocare la cessazione di queste regole interne al Patto di Varsavia. Devi sollevare l’ira e il disgusto dei lettori contro di esse. Poi, in futuro, quando comincerai a riconoscere la necessità di certi compromessi…

— Non mi ascolteranno, perché li avrò già portati al punto che la guerra sembrerà l’unica soluzione.

— Val, abbi fiducia. Io so quel che sto facendo.

— Come puoi dir questo? Non sei più intelligente di me, e inoltre non hai mai avuto un’esperienza diretta in cose tanto complesse.

— Io ho tredici anni, e tu dieci…

— Quasi undici.

— E so come funzionano queste cose.

— Va bene, farò a tuo modo. Ma niente retorica tipo «o la libertà o la morte».

— Dovrai fartela piacere, invece.

— E un giorno, quando ci avranno scoperti e ti chiederanno perché tua sorella è una tale guerrafondaia invelenita, dirai che sei stato tu a impormelo. Eh? Ci scommetto proprio!

— Sei sicura di non avere le mestruazioni, signorina?

— Peter Wiggin, io ti odio.

Ma ciò che sfumò di angoscia le preoccupazioni di Valentine fu quando la sua colonna fu venduta dalla California Network ad altre reti regionali, e Papà cominciò a leggerla sullo schermo del tavolo la mattina a colazione. — Finalmente un uomo con un po’ di buon senso! — esclamò il signor Wiggin. E commentò con entusiasmo alcuni dei paragrafi che Valentine, scrivendoli, aveva detestato di più. — È stato bello lavorare con quegli imperialisti rossi finché c’erano gli Scorpioni là fuori, ma dopo che avremo vinto io non me la sento di lasciare metà del mondo civile imbavagliata e coi paraocchi. Per il nostro e per il loro stesso bene. Non è così, cara?

— Credo che tu stia prendendo la cosa troppo seriamente — rispose Mamma.

— Questo Demostene mi piace. Guarda al futuro in modo giusto. È sorprendente che non sia pubblicato dalle reti internazionali… l’ho cercato nei video a diffusione planetaria, e non l’ho ancora trovato. È un vero peccato. Per fortuna, la CalNet…