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Intanto, il satiro si era inginocchiato presso il baule di bronzo, che era decorato con piccole teste di morto, croci ansate e svastiche, anche se pareva molto più antico del nazismo. Il satiro disse a Sid: — Sei stato un drago, Capo, quando hai visto che la Porta veniva su alta e le hai pompato gravità davanti, ma adesso non potresti venirmi un po’ incontro?

Sid si affrettò a regolare il Mantenitore Minore e tutti ci sentimmo molto leggeri; il mio stomaco fece un paio di capriole, mentre il satiro ammucchiava sul baule i vestiti e le armi portate da Illy. Poi sollevò il mucchio, e, tutto impettito, lo portò all’estremità del bar. Colui che aveva insegnato l’inglese al satiro doveva essere proprio un bel tipo. Mi sarebbe piaciuto conoscerlo, uomo, donna o altro che fosse.

Sid chiese a Illy se preferiva che gli riservasse un settore alla normale gravità lunare, ma il mio amico ama stare in mezzo alla gente, e, dato che è così leggero, la gravità terrestre non gli dà fastidio. Come lui stesso ebbe occasione di dirmi: — Ti pare che la gravità di Giove potrebbe dare fastidio a una pulce, piccola Greta?

Chiesi a Illy notizie del satiro, ed egli mi rispose che si chiamava Sevensee e che non si erano mai incontrati prima di quella operazione. Sapevo che i satiri provengono da un miliardo d’anni nel futuro, proprio come i Lunari provengono da un miliardo d’anni nel passato, e pensai che (accidenti!) doveva essere stata un’operazione davvero grossa, o forse chissà quale emergenza, se i Ragni avevano messo insieme quei due, distanti due miliardi di anni. Una differenza cronologica che ti fa rimanere imbambolata per un lungo istante, se mi spiego.

Volevo chiedere a Illy la natura dell’operazione, ma proprio in quel momento giunse Beau, di corsa, dal bar, con una grossa caraffa di terracotta a disegni rossi e neri, piena di vino (teniamo tutto un assortimento di recipienti, per far sentire la gente a proprio agio). Kaby gliela strappò di mano e la vuotò quasi tutta con una singola, lunga sorsata, poi la scagliò in terra. (Kaby continua a fare cose di questo genere, anche se Sid cerca sempre di insegnarle l’etichetta). Poi rimase a lungo a fissare nel vuoto, pensosa, con gli occhi che si dilatavano sempre più e con le labbra sempre più tese sui denti. In questo atteggiamento pareva assai meno umana dei due Extraterrestri che si era portata dietro: una vera Furia d’Averno. Solo un viaggiatore nel tempo può sapere quanto gli antichi, a volte, rassomiglino ai loro più truci affreschi e bassorilievi.

Lanciò un urlo che mi fece rizzare i capelli sulla nuca. Picchiò violentemente il pugno sul divano e gridò: — O Dea! Ch’io debba vedere Creta distrutta, risorta, e poi distrutta ancora? Troppo tu chiedi a chi di te fu schiava!

Personalmente, però, sono convinta che Kaby riuscirebbe a sopportare qualsiasi cosa.

Immediatamente, tutti cominciarono a tempestarla di domande su ciò che aveva detto a proposito di Creta (una di queste domande era mia, poiché la notizia mi aveva assai allarmato), ma Kaby tese il braccio di scatto, per intimare silenzio, trasse un profondo respiro e cominciò: — Durava la battaglia, ancora incerta. Con cento remi, come neri insetti, le Dore chiglie premevan sulle nostre, assai minori. Celati tra le rocce, sulla spiaggia chiara, presso al cannone a raggi, Sevensee e io stavamo nell’attesa, pronti a colpir le nere navi con silenziosa morte. Al nostro fianco s’appostava Ilhilihis, che d’un mostro marino aveva il sembiante. Ma poi… ma poi…

E in quel momento constatai che non era affatto la donna di ferro che pretendeva di essere: la sua voce si spezzò, ed ella cominciò a tremare e a singhiozzare, anche se il suo volto era ancora una maschera di rabbia. Vomitò il vino, e allora Sid si avvicinò a lei e la fece tacere, cosa che. sospetto, aveva avuto intenzione di fare fin dall’inizio.

5

Ogni volta che prendo un giornale e comincio a leggerlo, ho l’impressione di vedere fantasmi che scivolano tra le righe. Ci devono essere fantasmi dappertutto, nel mondo. Devono essere innumerevoli come i granelli di sabbia, secondo me.

Ibsen
SID INSISTE CON LE SUE RAGAZZE FANTASMA

Il mio amichetto dell’epoca elisabettiana si mise le mani sui fianchi e ci fece una ramanzina, come se fossimo un mucchio di mocciosi scatenati che si erano lasciati trascinare da un gioco troppo violento: — Ascoltatemi, signori miei, questa è una Stazione di Recupero, e io desidero che continui a esserlo, sotto la mia direzione. Che il diavolo si porti tutte le operazioni! Ai miei occhi non ha alcuna rilevanza che la trama dell’universo vada in pezzi e tutto il Mondo del Cambio precipiti nella rovina, ma ti dico, dama guerriera, che adesso ti riserverai qualche momento di riposo e berrai dell’altro vino, certamente, ma con maggiore lentezza, senza tracannarlo, prima di raccontarci la tua storia. Inoltre, i colleghi che sono giunti insieme con te avranno compagnia a loro adatta. Tacete: non soffro opposizioni. Beau, che tu ci sia amico: suona per noi una canzone allegra.

Kaby si rilassò un poco e permise a Sid di passarle la mano dietro la schiena, per sostenerla, ma brontolò ancora: — E così sia, mio grasso amico.

Poi, al suono di Muskrat Ramble, che Beau aveva imparato da me, andammo a prendere un paio di ragazze per i due Extraterrestri, e tutti furono debitamente appaiati.

Adesso vorrei precisare una cosa. Un mucchio delle cose che si dicono nel Mondo del Cambio a proposito delle Stazioni di Recupero, semplicemente, non sono affatto come si raccontano… del resto lasciano sempre da parte i nove decimi della reale situazione. I Soldati che arrivano dalla Porta vengono qui con l’intenzione di divertirsi, certo, ma ciascuno di essi è gravemente colpito, nel profondo del cuore e della mente, anche se non sempre nel corpo: noi ce ne accorgiamo subito.

Credetemi, un’operazione temporale non è uno scherzo, e, tanto per cominciare, neppure una persona su cento riesce a sopportare il trauma di venire staccata dalla propria linea di vita e a diventare un Doppelgänger pienamente desto e cosciente — cioè un Demone — e ancor minore è il numero di coloro che possono diventare non solo un Demone, ma addirittura un Soldato. E di che cosa ha bisogno una creatura duramente colpita, scombussolata, che ha appena finito di combattere una pericolosa battaglia? Ha bisogno di un individuo che si prenda cura di lui, lo comprenda e lo consoli. E, com’è naturale, è utile che questo individuo appartenga al sesso opposto: si tratta di una cosa che supera le barriere della specie di appartenenza.

Ecco il principio su cui si basa il funzionamento del Locale e il suo modo tutto particolare di svolgere il proprio compito: lo stesso discorso vale per le altre Stazioni di Recupero e Luoghi di Intrattenimento. Il nome “Intrattenitrice” può mettere in testa qualche idea sbagliata. Un’Intrattenitrice dev’essere molto più che una brava entraîneuse — o, per l’altro sesso, un buon cavaliere — anche se deve essere anche questo, certo. Deve essere un’infermiera e una psicologa e un’attrice e una madre e un’etnologa pratica e varie altre cose che hanno nomi complicati… e un’amica fidata.

Nessuna di noi riesce a essere alla perfezione tutte queste cose; anzi, siamo ben lontani dalla perfezione. Tentiamo di tare del nostro meglio. Ma quando le chiamano, le Intrattenitrici devono lasciar perdere i risentimenti, le antipatie, le invidie e le gelosie — e ricordate che sono persone vivaci, con emozioni violente — perché c’è tempo soltanto per aiutare, e senza chiedere chi.

E in effetti, nel profondo del suo cuore, una buona Intrattenitrice non bada a chi. Prendete per esempio ciò che stava succedendo. Era abbastanza chiaro che io mi sarei dovuta occupare di Illy, anche se mi dispiaceva di lasciare Erich: ma il Lunare era molto lontano da casa, e, dopotutto, Erich era in mezzo ad altre persone umane. Ilhilihis aveva bisogno di qualcuno che lo trovasse simpatico.