Wyoh era tetra. — Da come la metti tu, sembra che non ci sia più speranza.
— Per niente, mia cara. Abbiamo una possibilità su mille, forse.
— Non posso crederlo. Non ci credo! Da quando ho cominciato a interessarmi io, la nostra Causa ha attirato nuovi membri a centinaia! Abbiamo un’organizzazione in ogni grande città. Il popolo è con noi.
Prof scosse la testa. — A ogni nuovo membro, le tue probabilità di essere tradita aumentano. Wyoming, mia cara ragazza, non si vincono le rivoluzioni arruolando le masse. La rivoluzione è una scienza che solo pochi sono in grado di praticare. Dipende da un’organizzazione funzionante e, soprattutto, da una buona rete di comunicazioni. Poi, al momento storicamente opportuno, la rivoluzione scatta. Organizzata in modo funzionale, può essere incruenta. Realizzata in modo rozzo o prima del tempo si trasforma in guerra civile, violenza popolare, purghe, terrore. Spero che tu mi perdoni se dico che, fino a ora, la rivoluzione è stata preparata in modo rozzo.
Wyoh parve sconvolta. — Che cosa intendi dire con organizzazione funzionale?
— Quello che ho detto: organizzazione funzionale. Come si fa a progettare un motore elettrico? Gli applicheresti una vasca da bagno solo perché ne hai una a portata di mano? Servirebbe un mazzo di fiori? Un mucchio di sassi? No! Impiegheresti solo gli elementi necessari per lo scopo del motore e lo fabbricheresti delle minime dimensioni possibili, in più, aggiungeresti i dispositivi di sicurezza. È la funzione che determina il progetto.
"Lo stesso avviene per la rivoluzione. L’organizzazione non deve essere più vasta del minimo necessario. Non si deve mai reclutare un nuovo membro, solo perché vuole unirsi. Né tentare di persuadere qualcuno per il piacere di avere un altro che condivide le tue idee. Le condividerà quando sarà l’ora… Altrimenti è segno che non si è scelto bene il momento storico. Oh, ci sarà un’organizzazione per l’istruzione delle masse, ma deve essere separata: gli agitprop non fanno parte della struttura di base.
"Veniamo alla struttura di base: una rivoluzione muove i primi passi in seno a un gruppo di cospiratori e perciò i cospiratori devono essere pochi, segreti e organizzati in modo tale da minimizzare i danni di un eventuale tradimento, dato che ci sarà sempre un tradimento. Una soluzione è il sistema a cellula e fino a ora non è stato inventato niente di meglio.
"Si è fatta molta teoria a proposito delle dimensioni ottimali di una cellula rivoluzionaria. Credo che la storia dimostri che la cellula di tre persone è la migliore possibile. Più di tre persone difficilmente si trovano d’accordo sull’ora a cui si deve mangiare; figuriamoci se si tratta di proclamare uno sciopero. Manuel, tu appartieni a una famiglia numerosa, votate per stabilire l’ora dei pranzi?"
— Santo cielo, no! Decide Mum.
— Ah! — Prof prese carta e matita dal portafoglio e cominciò a tracciare linee. — Ecco lo schema di una cellula a tre. Se dovessi progettare di prendere il potere sulla Luna, incomincerei da noi tre. Uno verrebbe scelto come presidente. Non voteremmo; la scelta sarebbe ovvia. … altrimenti non saremmo le tre persone adatte. Noi conosceremmo altre nove persone, i membri delle tre cellule successive… Ma ogni cellula conoscerebbe solo uno di noi.
— Sembra un diagramma da calcolatore elettronico… a logica ternaria.
— Davvero? Al livello successivo ci sono due modi di stabilire i contatti: questo compagno al secondo livello conosce il suo capo-cellula, i due compagni di cellula e al terzo livello conosce i tre membri della sua sottocellula. Può conoscere, o non conoscere, le sottocellule dei compagni di cellula. Nel primo caso si raddoppia la sicurezza. Nel secondo si raddoppia la velocità di recupero nel caso che salti la sicurezza. Facciamo l’ipotesi che non conosca le sottocellule dei suoi compagni di cellula. Manuel, quante persone può tradire? Non dire che non può tradire; oggi si può lavare il cervello di chiunque, stirarlo e inamidarlo e usarlo a proprio piacimento. Quanti, allora?
— Sei — risposi. — Il suo capo, due compagni di cellula, tre membri della sottocellula.
— Sette — corresse il professore. — Tradisce anche se stesso. Il che lascia sette contatti spezzati, su tre livelli, da riparare. Come si fa?
— Non vedo come — disse Wyoh. — L’organizzazione, a questo punto, è così sfaldata che casca a pezzi.
— Manuel? Un’esercitazione per lo studente.
— Ecco… i compagni del terzo livello devono avere il modo di spedire un messaggio, in su, per tre livelli. Non devono sapere a chi consegnarlo, solo dove consegnarlo — risposi.
— Precisamente!
— Però, Prof — continuai — c’è un metodo migliore di organizzarsi.
— Davvero? Molti teorici della rivoluzione hanno escluso che esista un sistema migliore, Manuel. Ho tanta fiducia in loro che sono disposto a fare una scommessa con te… Diciamo a dieci contro uno.
— Credo che guadagnerò i tuoi soldi. Prendiamo delle cellule e le organizziamo in piramide aperta di tetraedri. Dove i verticali sono in comune, ciascun membro ne conosce uno della cellula vicina, sa come fargli arrivare un messaggio e non ha bisogno di sapere altro. Le comunicazioni non si interrompono mai perché si muovono lateralmente oltre che su e giù. Come una rete nervosa. Ecco perché si può fare un buco nel cervello di un uomo, togliere un pezzetto di materia grigia senza danneggiare troppo la capacità di pensare. C’è un eccesso di capacità e quindi i pensieri in qualche modo circolano lo stesso, evitando la zona danneggiata. Il cervello perde la parte distrutta ma continua a funzionare.
— Manuel — disse dubbioso il Professore — potresti disegnare lo schema? Sembra funzionale… ma è così contrario alla dottrina ortodossa che ho bisogno di vederlo graficamente.
— Ecco… potrei fare molto meglio con lo stereografo elettronico. Ma proverò lo stesso.
Chiunque pensi che sia facile disegnare centoventuno tetraedri, entro una piramide aperta, su cinque livelli in modo sufficientemente chiaro da mostrare le interrelazioni, è invitato a farlo!
Infine dissi: — Guardate lo schizzo base. Ciascun vertice di ogni triangolo è in comune con nessuno, uno o due altri triangoli. Quando il contatto è unico, ecco il suo legame, in una direzione e nell’altra. Un contatto è sufficiente per una rete di comunicazioni multiple. Negli angoli dove non c’è alcun contatto, si salta a destra sull’angolo vicino. Dove il contatto è doppio, la scelta è ancora sulla destra.
"Ora facciamo l’esempio con le persone. Prendete il livello D. A questo vertice c’è il compagno Dan. No, scendiamo di un altro piano per dimostrare il caso di tre livelli di comunicazione messi fuori causa. Siamo al livello E, e questo è il compagno Egbert. Egbert lavora alle dipendenze di Donald, e i suoi compagni di cellula sono Edward ed Elmer; sotto di lui altri tre, Frank, Fred e Fatso… però sa anche come far giungere un messaggio a Ezra che si trova al suo livello ma non fa parte della sua cellula. Non conosce il nome, né il volto, né l’indirizzo di Ezra, ma ha un modo, probabilmente un numero di telefono, per raggiungere Ezra in caso di emergenza.
"E vediamo lo schema in funzione. Casimir, livello tre, fa una soffiata e tradisce Charlie e Cox nella sua cellula, Baker al livello superiore e Donald, Dan, e Dick nella sottocellula, isolando Egbert, Edward, ed Elmer e tutte le cellule dipendenti da loro.
"Tutti e tre denunciano il tradimento. È un eccesso, ma è necessario per ogni buon sistema di comunicazione. Seguiamo il grido di aiuto di Egbert. Chiama Ezra. Ma Ezra è sotto Charlie ed è isolato anche lui. Non importa, perché Ezra, contemporaneamente, ha avvertito anche Edmund, il suo contatto di sicurezza. Per disgrazia Edmund è sotto Cox, e quindi passa il messaggio lateralmente, tramite Enwright. Quest’ultimo aggira definitivamente le cellule tradite e il messaggio sale a Dover, Chambres e Beeswas, fino ad Adam, il numero uno… che risponde scendendo dall’altra parte della piramide, con passaggi laterali al livello E da Esther a Egbert avanti fino a Ezra ed Edmund. Questi due messaggi, uno di salita e uno di discesa, non solo giungono rapidamente a destinazione, ma dal modo in cui arrivano definiscono con esattezza al numero uno quanto danno è stato fatto all’organizzazione e dove. L’organizzazione non solo continua a funzionare ma comincia ad autoripararsi immediatamente."