«Quegli individui magri sono dei teen-agers, in maggioranza. Bevono come spugne… vedo un autocarro carico di liquori che è stato aperto, e dei ragazzi che distribuiscono le bottiglie. Hanno un'orchestrina jazz, che suona in uno spazio libero. Ci sono degli scontri… coltelli e pugni. Una banda, armata di fionde, sta rompendo i vetri delle auto, e calpesta i cofani, per nessun motivo razionale che io possa scorgere.»
Doc censurò accuratamente, dalla sua descrizione, i rapporti sessuali che si svolgevano all'interno delle automobili… usate per l'ombra, e non per l'intimità, a quanto pareva… le due ragazzine che danzavano nude vicino all'orchestra, i pestaggi e i vandalismi insensati, e… nell'altra direzione… un gruppetto che staccava il radiatore di un'auto, e beveva avidamente il… be', lui sperava che non ci fossero troppi additivi, nell'acqua.
«Ma non tutta la loro violenza si rivolge contro le automobili e contro i vicini,» proseguì. «C'è un manipolo di ragazzi che in questo momento sta strisciando, tra le auto vuote, verso l'accampamento della polizia. Alcuni hanno delle pistole, gli altri delle bottiglie.
«Credo che la polizia abbia preparato una piccola imboscata, a sua volta. In ogni caso, ne vedo due o tre rannicchiati dietro le auto, al centro dell'ingorgo.
«Ma prima che cominci la battaglia, noi saremo lontani da qui, diretti a Mulholland,» continuò, con voce più alta, porgendo il binocolo a Rama Joan e voltandosi a fronteggiare la piccola comunità. «Doddsy! McHeath! Dite a Pop e a Hixon di mettersi al volante, e girare le macchine… c'è spazio per fare manovra… e…»
«Non vorrà dire che intende chiederci di scappare dalla parte opposta?» domandò lo stesso Hixon, ad alta voce, dal punto in cui era fermo, con il fucile tra le mani, accanto a Bacchetto. «Quando ci sono delle persone oneste laggiù, che stanno per essere assalite? Quando noi potremmo rovesciare le sorti dello scontro, usando la pistola gravitazionale? Senta, anch'io sono stato un poliziotto. Dobbiamo aiutarli.»
«No!» gli disse Doc, con asprezza. «Dobbiamo proteggere noi per primi, e portare la pistola a momentum a qualche gruppo responsabile di scienziati… e portarla con un po' di energia all'interno. Qual è la carica residua, Margo?»
«Circa un terzo,» rispose lei, controllando la linea viola.
«Visto?» continuò Doc, rivolgendosi a Hixon. «L'arma può sparare al massimo altri cinque o sei colpi. Ci sono miglia e miglia di questi maniaci, lungo la 101. Se ci buttiamo nella mischia, trasformeremo solo una piccola battaglia in un conflitto generale. Quello che succede laggiù è spaventoso, lo ammetto, ma è qualcosa che in questo momento starà accadendo in tutto il mondo, e non possiamo permetterci di mescolarci… un secchio d'acqua su una città in fiamme! No, noi torniamo indietro! Tu, Hixon, torna al camion e fallo girare…»
«Aspetti un momento, Doc!» Questa volta fu Margo a interromperlo, con voce squillante. Si avvicinò ancor più alla Corvette. «Laggiù c'è Vandenberg Tre,» disse, indicando, con la pistola a momentum, i tre edifici bianchi. «Morton Opperly può essere ancora là. Dobbiamo controllare.»
«Non c'è una sola possibilità su cento!» replicò rabbiosamente Doc. «Né su cinquecento! Sarà stato trasportato da qualche elicottero… forse lo stesso che abbiamo visto stamattina. No!»
«Ho visto muoversi della gente, all'interno,» mentì Margo. «Lei ha ammesso che il nostro scopo è quello di fargli avere la pistola. Dobbiamo controllare!»
Doc scosse il capo:
«No! Una possibilità troppo remota, una pazzia, un rischio da correre per nulla! O quasi…»
Margo gli sorrise.
«Ma io ho la pistola,» disse, impugnandola. «E scenderò laggiù, anche se dovessi scendere a piedi.»
«Questo si chiama parlare!» disse Hixon, rosso in viso.
«Benissimo, signorina Cuordileone, allora mi ascolti: lei scende, con quella pistola, a piedi o in automobile, e qualche pazzo cecchino la colpisce, o lei viene aggredita da tre lati contemporaneamente, e Opperly non ottiene l'arma… se la prendono quei maniaci. Bisogna che la pistola rimanga qui.
«Ma le darò una risposta, signorina Gelhorn. Lei scenderà laggiù senza la pistola… le darò la mia rivoltella… e porterà qui Opperly, oppure lo troverà laggiù, e noi discuteremo con lui. Che ne dice?»
Margo lanciò un'occhiata a Hunter.
«Mi dai un passaggio?» Egli annuì, e salì sulla Sedan. Lei girò intorno alla Corvette, e porse la pistola a momentum a a Doc. «Affare fatto.» Doc le diede la rivoltella, e lei la prese. Hunter mise in moto la guida interna, affiancando la Corvette di Doc.
Hixon si fece avanti.
«Ehi, vengo anch'io.»
«Lo vuole?» domandò Doc. Margo annuì. Doc chiese a Hixon, «Promettimi di aiutarli soltanto a trovare Opperly?»
Hixon annuì, borbottando:
«Se sapessi almeno chi è.»
Doc disse:
«Bene, allora, ma tu sei l'ultimo che possiamo usare. Non si accettano altri volontarii» Abbaiò quest'ultima frase direttamente a McHeath, che si era avvicinato. «Dammi il tuo fucile,» disse al ragazzo. «Tu sali su quelle rocce, lassù…» indicò il posto di guardia naturale più facile da scalare, «E sta attento che non ci sorprendano dai lati… chiunque, anche la polizia!»
Hixon sedette sul sedile posteriore della Sedan, Margo salì accanto a Hunter, e Doc, girandosi di scatto, appoggiò i gomiti al finestrino.
«Un momento,» disse, osservando l'autostrada intasata, nel momento in cui stava iniziando un'improvvisa azione.
Dodici figure almeno spuntarono dalle auto vicine all'accampamento della polizia. Scagliarono con forza degli oggetti. Si udirono crepitare delle armi da fuoco e due o tre figure caddero. Gli oggetti colpirono le auto della polizia. Esplosero delle fiammate.
«Bottiglie molotov,» mormorò Hixon, mordendosi un labbro.
Doc disse:
«Ecco il momento buono… sono tutti occupati in altre cose.» Infilò la teste nel finestrino. «Ho soltanto una cosa da dirvi,» ringhiò, rivolgendosi ai tre. «Tornate indietro, capito, bastardi?»
Barbara Katz sedeva sul ramo più alto di un albero gigantesco, un magnolio morto, dai grandi rami pallidi, simili a pioli e gradini; il sole era caldo, sulla sua schiena, e lei guardava a oriente, sotto il cielo azzurro, aspettando che l'Atlantico venisse da Daytona e attraverso il collo della Florida. Di quando in quando, cercava di studiare le cifre scritte sulla cartina delle maree, che si trovava sul foglio spiegazzato e macchiato del calendario, lo stesso foglio che Benjy aveva strappato il giorno prima; ma sapeva che quei dati ben difficilmente si applicavano ora, in quel punto, nella nuova situazione. Però c'era stata un'alta marea la notte prima, alle tre, e così avrebbe dovuto arrivarne un'altra a metà pomeriggio.
Sul ramo sottostante, il vecchio KKK era legato al suo sedile di emergenza, con alcune coperte tese tra il ramo e l'enorme tronco, coperte che lo proteggevano da una parte della luce del sole. Hester era seduta accanto a lui, gli reggeva la testa cascante, e cercava di rendere più comoda la sua posizione. Vicino a loro erano sistemati Helen e Benjy. Benjy aveva la corda che avevano usato per issare il vecchio e alcune altre cose.
Nelle loro uniformi macchiate e strappate, i tre negri sembravano degli uccelli spennacchiati, dalla cresta bruna, appollaiati così alla sommità dell'immenso albero, quasi del tutto privo di fogliame.