Выбрать главу

— Sì — disse Mary, in risposta a una domanda di Ponter — te le sei cavata egregiamente, ma…

— Ma…?

— Quelle cose che hai detto… sulla sterilizzazione forzata… mi spiace, è una cosa che non posso accettare.

Ponter la osservò. — Perché?

— Perché è… è inumana. E non solo per modo di dire: è un’azione indegna di qualsiasi essere umano.

Ponter non rispose immediatamente. Alla fine disse: — So che molti di voi non credono all’evoluzione, ma coloro che ci credono ormai sapranno che quella umana è arrivata a… come dite voi?… un punto di stallo. Siccome la medicina consente quasi a ogni essere umano di arrivare all’età riproduttiva, non esiste più la… la…

— Selezione naturale — disse Mary. — Me ne rendo conto. Se i geni non subiscono una selezione, l’evoluzione si arresta.

— Esatto. Ma è stata l’evoluzione a renderci ciò che siamo, trasformando le quattro forme viventi originarie negli organismi complessi e diversificati di oggi.

Mary spalancò gli occhi. — Le quattro forme originarie?

A lui pareva ovvio. — Certo.

— Quali quattro? — chiese Mary, presa dal sospetto che dietro la cosmologia neanderthaliana si nascondesse un pizzico di creazionismo: un Adamo, una Eva, il compagno di Adamo, la compagna di Eva.

— La pianta originaria, l’animale, il fungo e… come chiamate il gruppo formato da muffe e alcune alghe?

— Pratisti o Protoctisti.

— Ecco. Ognuno dei quattro è sorto in modo indipendente dal mondo pre-biologico.

— Avete qualche prova? — chiese Mary. — In base alla nostra scienza, la vita è comparsa una sola volta, circa 4 miliardi di anni fa.

— Però, le quattro forme sono così diverse tra loro che… — Poi Ponter fece spallucce. — Comunque, la genetista sei tu. Questo viaggio ti porterà a conoscere alcuni dei nostri esperti in materia, con i quali potrai approfondire l’argomento. O tu o loro avrete molto da imparare.

A Mary interessavano enormemente le differenze tra la scienza barast e gliksin, ma ora non voleva lasciar cadere la questione più importante.

Più importante. Interessante, questo: dava più peso a un dibatto etico che a una verità scientifica. — Stavamo parlando dello stop evolutivo. Stavi insinuando che la vostra specie, in realtà, sta continuando a evolversi in quanto elimina consapevolmente i geni dannosi. E io potrei quasi berla, se non fosse che voi sterilizzate anche i parenti prossimi dei colpevoli.

— Ma è ovvio. Altrimenti il gene dannoso potrebbe replicarsi.

Mary scosse la testa. — Questo proprio non mi va giù.

— Perché?

— Perché… perché è sbagliato. I singoli hanno dei diritti inalienabili.

— Certo che sì — disse Ponter — ma ce li hanno anche le specie. E noi tuteliamo e miglioriamo la specie barast.

Mary tentò di non rabbrividire in modo evidente, ma lui se ne accorse. — Stai reagendo negativamente alle mie parole.

— Il fatto è — disse Mary — che molte volte, nella nostra Storia, si è sentita quest’affermazione. Come Adolf Hitler, che negli anni ’40 voleva “ripulire” l’umanità dal sangue degli ebrei.

— E perché voleva farlo?

— Semplicemente perché li odiava — rispose Mary. — Non lo capisci? Dare a qualcuno l’autorità di decidere chi possa vivere e chi debba morire, significa giocare a fare Dio.

— Giocare a fare Dio… — ripeté Ponter, colpito dall’espressione. — Naturalmente, non abbiamo mai avuto quest’idea.

— Ma la possibilità che qualcuno se ne approfitti per corruzione, per ingiustizia…

Ponter allargò le braccia. — Anche voi uccidete determinati criminali.

— Non è vero — disse Mary. — Cioè, non in Canada. Avviene in alcuni Stati USA.

— Lo so, e so anche che di mezzo ci sono spesso problemi di razzismo. — Guardò Mary. — Mi incuriosisce molto la pluralità delle vostre etnie. Il mio popolo si è evoluto adattandosi ai climi nordici; perciò, qualunque sia la longitudine, tendiamo a vivere più o meno alle stesse latitudini. Per questo ritengo che ci somigliamo un po’ tutti. La pelle più scura è un adattamento ai climi equatoriali, dico bene?

Mary annuì.

— Quanto ai… come chiamate quelle cose sugli occhi delle persone come Paul Kiriyama?

A Mary ci volle un momento per ricordare chi fosse. Ah sì, il dottorando che, insieme a Louise, aveva salvalo Ponter quando stava per affogare nell’acqua pesante dell’Osservatorio di neutrini. Poi le ci volle un altro momento per recuperare il termine tecnico. — Intendi le pieghe cutanee che nascondono parte degli occhi agli asiatici? Epicanto.

— Be’, immagino che serva a proteggere gli occhi dalla luminosità troppo intensa. Il mio popolo invece sfrutta le arcate sopraciliari. Perciò da noi nessuno ha l’epicanto.

Mary rifletté un attimo tra sé. — Si è fatto un gran parlare, sui nostri giornali e su Internet, su cosa sia potuto succedere ad altre etnie del vostro pianeta. L’ipotesi è che… be’, che a forza di purgare il pool genetico, le abbiate sterminate.

— Non sono mai esistite altre etnie da noi. È vero che alcuni nostri scienziati vivono nelle aree che voi chiamate Africa e America centrale, ma solo per periodi limitati. — Sollevò una mano. — Niente razze, niente razzismo. Ma da voi il problema esiste, e spesso condiziona l’applicazione della pena di morte, è così?

— Già. Succede più spesso ai neri che ai bianchi.

— Forse perché noi non abbiamo mai avuto divisioni di questo genere, non ci è mai saltato in mente di sterilizzare per partito preso un determinato segmento di umanità.

Un paio di minatori stavano arrivando in senso opposto. Per quanto la vista di una donna là sotto fosse una rarità, i loro occhi si inchiodarono su Ponter. Dopo che li ebbero oltrepassati, Mary riprese: — Eppure, anche in assenza di etnie riconoscibili, resta pur sempre il desiderio di favorire il proprio clan. È un tipo di selezione praticata in tutto il regno animale, e non credo che i neanderthal ne vadano esenti.

— Forse no. Però ricorda che i rapporti interni ai nostri clan sono molto più ramificati che presso di voi… o i vostri animali. Da noi si creano infinite catene di compagni e compagne; inoltre, dato il nostro sistema di attendere che i Due diventino Uno, non insorgono problemi di attribuzione di paternità. — Fece una pausa, e sorrise. — Comunque, per “tornare a bomba”, il mio popolo trova che sia più crudele la vostra abitudine di condannare la gente a morte o a decenni di reclusione.

— Non saprei — rispose Mary. — Voglio dire, io pratico il controllo delle nascite, come ti ho detto; anche se è contrario alla mia religione. Ma mi sembra sbagliato impedire a persone innocenti di riprodursi.

— Riterresti accettabile la sterilizzazione del colpevole come alternativa al carcere, ma senza coinvolgere fratelli, genitori e figli?

— Forse. Non so. Magari in certe circostanze. Se per esempio fosse il condannato a sceglierlo.

Ponter strabuzzò gli occhi dorati. — Lasciare che sia il colpevole a scegliere la pena?!

— In determinati casi, concederei al colpevole la possibilità di scegliere tra un ventaglio di pene, purché tutte adeguate. Sì. — Ripensò a padre Caldicott che, quando lei si era confessata da lui, le aveva messo di fronte varie opportunità di penitenza.

— Però, sicuramente, in certi casi è applicabile un solo tipo di pena legale — disse Ponter. — Ad esempio, per…

Ponter sbiancò.