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Darell scatto in piedi e l'espressione di Anthor dapprima soddisfatta divento subito preoccupata.

Lentamente, ma con decisione, lo fece sedere di nuovo.

– Ma che ti succede? – chiese Anthor mettendosi a posto i capelli scompigliati e sedendosi sulla scrivania. – Pensavo di averti portato buone notizie.

Darell si rivolse direttamente al poliziotto. – Che cosa significa che voi siete stato l'ultimo uomo a vedere mia figlia? E' morta mia figlia? Per favore, ditemi tutto senza preliminari. – Era pallido e pieno d'apprensione.

Il tenente Dirige rispose senza cambiare l'espressione indifferente della sua faccia. – La frase era: l'ultimo uomo ad averla vista su Kalgan.

Ora non si trova piu su Kalgan.

E tutto quello che so.

– Un momento – disse Anthor. – Raccontiamo per ordine.

Scusami Darell se mi sono espresso cosi poco chiaramente.

Ma tu sembri cosi privo di sentimenti che a volte ci si dimentica quello che in realta devi sentire.

Prima di tutto il tenente Dirige e uno dei nostri.

E nato su Kalgan, ma suo padre era un uomo della Fondazione trasferito sul pianeta al servizio del Mulo.

Rispondo personalmente della completa lealta del tenente verso la Fondazione.

Mi sono messo in contatto con lui il giorno dopo che Munn ha cessato di inviarci il suo rapporto giornaliero…

– Perche? – l'interruppe Darell seccato. – Eravamo d'accordo di non muoverci qualunque cosa fosse successo.

In questo modo hai messo in pericolo le nostre vite e le loro.

– Perche – rispose l'altro alzando la voce, – sono immischiato nella faccenda da molto piu tempo di te.

Perche ho contatti su Kalgan di cui tu non hai nemmeno sentito parlare.

Perche conosco il gioco molto piu profondamente di te.

Capito? – Tu sei completamente pazzo.

– Mi vuoi ascoltare? Ci fu una pausa, poi Darell annui.

Le labbra di Anthor si schiusero in un mezzo sorriso. – Via, Darell.

Concedimi pochi minuti.

Dirige, racconta tutto per bene.

Dirige parlo senza interromperli. – Per quanto ne so, dottor Darell, vostra figlia si trova su Trantor.

Perlomeno aveva comprato un biglietto per quel pianeta allo spazioporto Est.

Era insieme a un rappresentante di commercio di Trantor, che diceva di essere suo zio.

Vostra figlia, dottore, sembra avere una serie di parenti ovunque.

Era il secondo zio spaziale nell'arco di due settimane.

Il trantoriano ha persino cercato di corrompermi, probabilmente per questo pensano di essere riusciti a fuggire. – E sorrise al pensiero.

– Come sta? – Benissimo m'e parso.

Spaventata.

Ma ne aveva tutte le ragioni.

Tutto il dipartimento di polizia la stava cercando.

Il perche non lo so.

Darell tiro un grosso sospiro.

Sembrava che fosse stato perlomeno dieci minuti senza respirare.

Si rese conto che le mani gli tremavano e cerco di controllarsi. – Allora sta bene.

Chi sarebbe questo rappresentante di commercio? Ditemi qualcosa di lui.

Che parte ha in tutta la faccenda? – Non lo so.

Conoscete Trantor? – Ci sono vissuto, un tempo.

– So solo che ora e un mondo agricolo.

Esporta per la maggior parte mangimi per bestiame, e grano di buona qualita.

L'esportano in tutta la Galassia.

Ci saranno una ventina di cooperative agricole sul pianeta e ognuna ha un rappresentante su altri pianeti.

Gente in gamba quella.

Ho dato i dati di quell'uomo.

Era gia stato su Kalgan prima, sempre accompagnato dalla moglie.

Un uomo onesto e perfettamente a posto.

– Un momento – intervenne Anthor. – Arcadia era nata su Trantor, vero, Darell? Il dottore annui.

– Allora tutto quadra.

Voleva fuggire, presto e lontano, e Trantor le e parso il luogo piu idoneo.

Non pensi anche tu cosi? – E perche non e tornata qui? – chiese Darell.

– Forse si sentiva seguita e ha immaginato in questo modo di far perdere le sue tracce.

Il dottor Darell non se la senti di fare altre domande.

Bene, era sana e salva su Trantor, al sicuro, se non altro come ciascuno di loro era sicuro in quell'orribile Galassia.

S'avvio alla porta.

Senti che Anthor lo toccava lievemente sul braccio e si fermo senza girarsi.

– Ti dispiace se vengo a casa con te? – Sei sempre il benvenuto – rispose automaticamente Darell.

In serata, Darell era di nuovo cupo e poco comunicativo.

Aveva rifiutato di mangiare a cena, e si era chiuso nel laboratorio immerso negli studi complicati della matematica dell'analisi encefalografica.

Era quasi mezzanotte quando entro di nuovo nel soggiorno.

Pelleas Anthor era ancora seduto li e manovrava i comandi del video.

Quando senti i passi dietro di lui si volto a guardarlo.

– Salve.

Non sei ancora andato a letto? Sono ore che sto davanti al video, e non sono riuscito a trovare una stazione che non trasmette il notiziario.

Sembra che l'incrociatore Hober Mallow non sia ancora tornato alla base ne si hanno sue notizie.

– Davvero? Sospettano qualcosa? – Che ne pensi tu? Secondo me si tratta di un attacco dei kalganiani.

Sono state individuate numerose astronavi di Kalgan proprio nel settore dove e scomparso l'Hober Mallow.

Darell alzo le spalle e Anthor si soffrego la fronte dubbioso.

– Senti un po, Darell – disse, – perche non vai a Trantor? – E perche dovrei andarci? – Perche qui non combini niente di buono.

Non sei piu te stesso.

Non puoi farci niente, lo so.

E invece se andassi su Trantor potresti fare qualcosa di utile.

La vecchia libreria imperiale contiene ancora tutti i documenti lasciati da Seldon e…

– No! Ormai la libreria e stata esaminata a fondo e non e servita a nessuno.

– E' stata utile a Ebling Mis, pero.

– Che ne sai tu? Si, e vero che lui aveva detto di aver scoperto dove si trovasse la Seconda Fondazione, e mia madre l'ha ucciso cinque secondi dopo per impedirgli di rivelarlo al Mulo.

Ma cosi, ha anche impedito che si sapesse se effettivamente Mis fosse a conoscenza del nascondiglio esatto.

Dopo tutto, nessuno in seguito e stato capace di ricavare niente dai documenti di Seldon.

– Ebling Mis, se ti ricordi bene, stava lavorando spinto dall'impulso mentale del Mulo.

– Si, lo so, ma la mente di Mis, appunto per quella ragione, si trovava in uno stato anormale.

Ne io ne tu conosciamo le proprieta di una mente, sotto controllo emotivo, e non sappiamo se sia un vantaggio o uno svanraggio.

In ogni modo, non ho alcuna intenzione di andare su Trantor.

Anthor s'acciglio. – Non capisco perche te la debba prendere.

Ho semplicemente pensato che data la… per la Galassia, non ti capisco, Sembri invecchiato di dieci anni.

Senza dubbio stai soffrendo.

Se fossi te, andrei a riprendermi mia figlia.

– E' proprio quello che vorrei fare.

Ed e per questo che non lo faro.

Ascoltami Anthor e cerca di comprendermi.

Tu stai giocando, o meglio stiamo giocando, con qualcosa piu forte di noi.

E se riflettesti, te ne renderesti conto anche tu.

Da cinquant'anni noi sappiamo che gli uomini della Seconda Fondazione sono i veri eredi e discepoli della matematica di Hari Seldon. – Questo significa, e lo sai anche tu, che non esiste avvenimento della Galassia che non venga previsto da loro.

Per noi, la vita e una serie di avvenimenti casuali da risolvere improvvisando.

Per loro, invece, la vita e una serie di fatti ben circoscritti da prevedere matematicamente.

Ho intenzione quindi di condurre la mia vita con una serie di reazioni imprevedibili per loro.

Rimarro qui malgrado desideri disperatamente d'andarmene.

Proprio perche il mio impulso istintivo mi suggerisce di partire.

Il giovane sorrise con aria di condiscendenza. – Tu non conosci la tua mente bene come la conoscono «loro».

Immagina per un momento che loro, conoscendoti, contino proprio su questa tua reazione imprevedibile, sapendo fin da prima la tua linea di ragionamento.

– In questo caso, non c'e via di scampo.

Poiche se seguo il mio istinto e vado su Trantor, forse loro hanno gia previsto anche questo.

E' un circolo vizioso.

E non importa quanto mi possa scervellare, ho sempre due sole possibilita: partire o restare.

Tuttavia, il fatto che abbiano fatto in modo che mia figlia andasse a finire su Trantor, non puo certo significare che vogliono farmi rimanere qui, visto che sarei rimasto certamente qui se mia figlia fosse tornata a casa.

Secondo me vogliono semplicemente che me ne vada, e per questa ragione io rimarro.

Pero non dimentichiamoci, Anthor, che non tutti gli avvenimenti sono guidati dalla Seconda Fondazione, non tutto quello che succede e una conseguenza della loro azione.

Forse loro non hanno affatto manovrato in modo che mia figlia si recasse su Trantor, forse lei laggiu si salvera, mentre tutti noi rimasti qui moriremo.

– Eh no! – ribatte Anthor alzando la voce. – Adesso sei fuori strada.

– Mi sai dare un'altra spiegazione? – Si, se mi vorrai ascoltare.

– Avanti, parla pure.

Non mi manca certo la pazienza.

– Allora, dimmi un po: conosci molto bene tua figlia? – Come e possibile conoscere profondamente un altro individuo? Ovviamente la mia conoscenza e parziale e imperfetta.

– Bene, da questo punto di vista anche la mia e una conoscenza imperfetta.

Tuttavia come estraneo sono in grado di osservarla piu obiettivamente.

In primo luogo tua figlia e una inguaribile romantica.

Come figlia unica di un accademico chiuso in una torre d'avorio, e cresciuta in un mondo fantastico alimentato dal video e dalle letture di libri d'avventura.

S'e costruita, ora, un mondo irreale e pieno di intrighi e spionaggi.

Secondo punto: tua figlia e una ragazzina intelligente, abbastanza da essere stata capace d'ingannarci.

Ha fatto in modo di riuscire ad ascoltare la nostra riunione senza che noi lo sospettassimo.

E stata capace di andare su Kalgan con Munn senza che noi potessimo impedirglielo.