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Doc Lyle lo ignorò.

«Chi di voi ha preso la scarabeo?»

«Quale scarabeo?» ribatté Sonny.

«L’unico esistente su Keramos,» ribatté Doc Lyle. «Il suo,» aggiunse, indicando Delanna.

«Hai perso lo scarabeo di Delanna?» gli chiese Jay. «Questa è una faccenda molto seria, Doc. La diffida di Maggie ti rendeva responsabile del suo benessere per i prossimi trenta giorni.» Emise uno tsk di disapprovazione.

«So che è stato uno di voi a prenderlo,» ribatté Doc Lyle, con le vene che sporgevano sulla fronte.

«Uno di noi!» replicò Cadiz in tono offeso. «La tua accusa mi offende. Non ruberei uno scarafaggio più di quanto ruberei un marito. A differenza di alcune persone.»

«Non tu, Cadiz. Lui,» replicò il veterinario, indicando Jay Madog. «O lui,» proseguì, spostando l’indice su Sonny. «Sono gli unici che potrebbero essere entrati nel recinto la notte scorsa. Uno di loro ha rotto il sigillo della gabbia isolante e lo ha preso.»

«Puoi provare le tue affermazioni?» chiese Sonny, sollevando finalmente lo sguardo dal piatto, che adesso era pulito quanto quelli di tutti gli altri seduti al tavolo. «Potrebbe essere stato uno dei minatori di China Dome. Sai che ruberebbero qualsiasi cosa su cui riescano a mettere le mani. O qualcuno di Grassedge.»

«Non ho prove, però so questo: avete preso quello scarabeo e ce l’avete qui con voi. Ho aggirato le regole per tenere quell’animale per ventiquattro ore. Avrei dovuto distruggerlo quando l’ho trovato nella sua sacca,» affermò Doc Lyle, indicando Delanna. «E questa volta, non appena l’avrò trovato, lo distruggerò. E dopo averlo fatto, accuserò chiunque di voi sia il colpevole di importazione illegale di animale pericoloso, e dunque di avere seriamente messo in pericolo la flora e la fauna indigene di Keramos.»

«Sappiamo entrambi che questo non è vero,» ribatté Sonny. «Lo scarabeo ha fatto tutte le vaccinazioni. Ed è uno scaraeoptera. Su Keramos non c’è nulla a cui potrebbe far venire neppure il raffreddore, e tu lo sai.»

«Le leggi sono leggi!» insistette Doc Lyle mentre il suo volto diventava paonazzo. Invece le nocche delle mani serrate a pugno erano bianche. «Mi fidavo di voi, mi fidavo di entrambi, l’ho fatto per anni, e guardate un po’ cosa avete avuto il coraggio di fare. Avete violato le leggi di Keramos, e pagherete per questo. Troverò quell’animale, anche se dovessi perquisire ogni camera di questo albergo e ogni solaris della vostra carovana. E quando lo troverò, accuserò tutti e due di tentato omicidio.» Si girò e uscì con andatura furiosa.

«E di avere violato le leggi,» mormorò Cadiz. «Il che, per Doc Lyle, è anche peggio. Uno di voi è in un mucchio di guai.»

«Se vuole cercare stanza per stanza, gli ci vorrà metà della notte,» commentò Jay.

«Fa’ qualcosa,» lo implorò Delanna, rivolgendogli un’occhiata ansiosa. «Per favore!»

«Sì, Jay, perché non vai a dare una mano a Doc Lyle?» intervenne Sonny. «Sai che se non trova quello che sta cercando, ti costringerà ad aprire ogni bagaglio della carovana.»

«Maledizione,» borbottò Jay. «Rimarremo bloccati qui per almeno tre giorni.» Si alzò. «A meno che, ovviamente, non trovi quello che sta cercando. Lo farà?»

«Spero di sì,» rispose Sonny. «Non vorrai tenere sulla corda il vecchio Doc troppo a lungo. Manderà all’aria la tabella di marcia della carovana.»

«Devo andare a prendere Cleo,» affermò Delanna, iniziando ad alzarsi in preda al panico. La mano di Sonny si posò sulla sua coscia e la costrinse a sedersi di nuovo. «Jay, aiutami!» esclamò allora, quasi fuori di sé per l’agitazione. «Sonny manderà all’aria tutto quello che abbiamo fatto, pur di tornare al suo prezioso Milleflores.» Tentò di alzarsi di scatto dalla sedia, ma Sonny la costrinse di nuovo a rimanere seduta.

«Siediti,» le ordinò, «e abbassa la voce. Certo che Doc troverà qualcosa,» spiegò a Jay, «a meno che non venga distratto da tutto questo baccano. Nella cucina di Chancy ci sono alcune scaglie di scarabeo. Accanto allo smaltitore dei rifiuti.»

«Hai ucciso Cleo!» esclamò Delanna, terrorizzata.

«No. È stato il cuoco di Chancy,» spiegò Sonny a Jay. «L’ha trovata in un mucchio di mangime per le galline, l’ha colpita con un apri-palle di cannone e poi l’ha buttata nell’inceneritore tanto per non correre rischi. Di Cleo non è rimasto nulla, tranne poche scaglie.» Si girò di nuovo verso Delanna, che aveva premuto una mano sulla bocca per l’orrore. «E per giunta questo scherzetto mi è costato tutti i crediti che avevo, più altri venti. Ho detto al cuoco di Chancy che lo avresti pagato quando la carovana sarebbe partita. Immaginavo che saresti stato disposto a spendere una simile somma, pur di non avere Doc Lyle alle nostre calcagna fino a Milleflores.»

«Sarei stato disposto a spendere anche di più,» commentò Jay, rivolgendo un’occhiata verso la cucina. «Sei sicuro che il cuoco di Chancy abbia capito bene la storia che deve raccontare?»

Sonny annuì.

«Storia?» Stupefatta, Delanna fissò i due uomini.

«E sei sicuro che Doc Lyle non troverà per caso qualcos’altro prima di arrivare in cucina?» chiese Cadiz.

«Assolutamente,» rispose Sonny. «Però tenetelo sotto il cappello.»

«Il mio cappello,» affermò Cadiz, abbassando lo sguardo verso il cappello. «Sonny Tanner, non mi starai dicendo che hai messo quella cosa orribile nel mio cappello?»

«Lascialo lì,» le ordinò Sonny. «Sei peggio di Delanna e, già che ci siamo, perché non guardi anche tu il cappello, Jay, o magari preferisci fare un annuncio all’intera sala da pranzo?» commentò Sonny, appoggiandosi allo schienale della sedia con aria disgustata.

«Cleo è nel cappello?» sussurrò Delanna, facendo uno sforzo per non guardarlo. «Non è morta?»

«Cleo è morta,» affermò Sonny. «Il cuoco di Chancy le ha dato una bella botta in testa, e tu farai meglio a ricordarlo, oppure Cleo morirà davvero. Doc Lyle diceva sul serio: se la trova, la incenerirà. Dunque, bevi un sorso di ambrosia e da’ l’impressione di starti divertendo.» Sollevò distrattamente il suo calice e bevve un sorso.

Cadiz si sporse sul tavolo e gli sussurrò, «Ma come ti è saltato in mente di portare qui quello scarafaggio?»

«Be’, non potevo certo lasciarlo dove l’aveva lasciato Delanna, proprio al centro del letto.»

«Non è questo che volevo dire e tu lo sai,» sibilò Cadiz.

Sonny la ignorò. «Non è il posto migliore in cui mettere un animale fuggiasco, Delanna. Da ora in poi dovrai tenerlo nascosto. E non preoccuparti, non le ho fatto del male. Ho solo staccato qualche scaglia da lasciare intorno allo smaltitore in modo che Doc Lyle creda alla storia del cuoco.»

«Come facevi a sapere che era nella mia stanza?» gli chiese Delanna. «Come hai fatto a entrare?»

«E in che altro posto avresti potuto metterla? E poi è anche la mia stanza.»

«Ma come mai sapevi che ce l’avevo io?»

«E chi altro avrebbe potuto averla? Hai detto di avere trovato il grano, ed era proprio lì che l’ho messa. Pensavo che non sarei mai riuscito a infilare tutte quelle zampe nel sacco,» aggiunse, scuotendo la testa.

«Sei stato tu? Ma io pensavo…» Delanna guardò Jay Madog, che sorrise con aria confusa. «Sei stato tu a rubarla dallo spazioporto, Sonny?» chiese Delanna.

«Nessuno l’ha rubata,» la corresse Sonny. «Noi non sappiamo neppure di cosa stia parlando Doc Lyle. Vero?» aggiunse, guardando Cadiz e Jay.

«No,» confermò Jay. «Forse dovrei andare ad aiutare Doc Lyle.» Si allontanò dal tavolo, spingendo la sedia il più possibile lontano dal cappello. «Forse posso guidarlo direttamente alla cucina di Chancy prima che inizi ad aprire i bagagli della carovana.» Superò in fretta i tavoli diretto verso l’atrio.