Stordito, si rialzò e continuò ad avanzare ancor più lentamente, strisciando i piedi sul terreno prima di poggiarvi sopra tutto il peso del corpo.
Ricacciò la crescente paura di pericoli inaudibili, mantenendosi alla distanza di un braccio dalla parete di destra, e mentre si avvicinava alla zona della Barriera, cominciò ad ascoltare con ancora maggiore attenzione e sospetto. Avvertì, più che sentire, che c’era qualcosa che non si trovava al posto giusto. Riconobbe di cosa si trattava quando giunse nel punto in cui avrebbe dovuto trovarsi l’ostacolo delle pietre ammassate. Ma lì non c’era nulla. I Demoni Nucleari avevano perfino distrutto l’unico schermo che proteggeva i mondi umani dalle malignità dell’infinito. L’avevano buttato giù allo scopo di catturare i Sopravvissuti e gli animali. Jared sentì l’odore, debole ma ancora aleggiante nell’aria, di questi ultimi.
Gettando via i sassetti che teneva in mano, trovò due grosse pietre e prese a sbatterle violentemente l’una contro l’altra per farle risonare. Ma anche gli echi di quei «clack» vigorosi e secchi gli ritornavano praticamente immutati, riportandogli impressioni davvero magre e misere.
Infine, dopo un ennesimo colpo frenetico, le pietre gli si sbriciolarono nei pugni, lasciandolo a stringere solo manciate di terra sporca. Scoraggiato, aprì le dita e lasciò scivolare al suolo i frammenti di pietra. Per la Luce! Non riusciva nemmeno a sentire l’impatto della polvere sul terreno, figuriamoci poi se udiva il suono del suo cadere!
Impaurito dalla sua crescente incapacità, avanzò a fatica nel silenzio più profondo. Dopo pochi passi andò a urtare violentemente la parete destra della galleria e rimbalzò contro una formazione rocciosa appuntita, che gli portò via un pezzo di pelle dal gomito.
Poi si rese conto di trovarsi di nuovo in presenza della Luce.
La macchia di suono silenzioso era attaccata a una roccia lontana davanti a lui, proprio come quell’altra chiazza di Luce aveva ricoperto il muro all’esterno del Livello Superiore. Quasi inaudibile per il suo bassissimo livello sonoro, riempiva il corridoio di soffice tepore.
Jared avanzò con maggiore sicurezza, permettendo ai suoi occhi di intercettare le misteriose impressioni delle formazioni di pietra e degli ostacoli che si trovavano nel campo d’azione della sostanza dei mostri.
La parte più cauta della sua coscienza gli gridò un avvertimento contro l’uso di quegli schemi inaudibili per superare gli ostacoli. Ma il suo udito era stato ridotto in uno stato così penoso dall’esposizione alla Radiazione che, certamente, questa debole Luce non poteva aumentare di molto la sua sordità.
Oltrepassò quella parte di corridoio senza esitare o inciampare, anche se non aveva adoperato per nulla gli orecchi. Quando girò attorno alla curva successiva, tuttavia si fermò, in preda a un’improvvisa apprensione.
Ora non c’era più nessuna Luce che lo toccasse. Era come se venisse di colpo avvolto dalle spire grandi e silenziose di quell’opprimente cortina di Buio. Lo sentiva premere su di lui con una forza che era strana, sinistra e pesante.
Provava il forte impulso di strillare e di mettersi a correre sordamente, sperando che, una volta raggiunto l’ambiente familiare del Livello Inferiore, non sarebbe stato più tormentato da quell’orribile terrore.
Poi si ricordò dell’Uomo Eterno e di come quel patetico eremita si era allontanato in preda a un folle orrore di fronte a qualcosa che allora non aveva avuto significato alcuno, almeno per quanto riguardava Jared.
Ma adesso era diverso. Adesso sapeva che cosa era il Buio. E riusciva a capire in pieno la paura irragionevole dell’Uomo Eterno. Rigido per lo sgomento e la disperazione, ascoltò intensamente intorno. Con l’udito e l’odorato quasi del tutto svaniti, solo la Luce sapeva cosa si nascondeva nelle pieghe di quell’impenetrabile manto… attendendo l’attimo propizio per balzargli addosso!
I suoi orecchi riuscirono infine a intercettare un suono lontano e lui si ritrasse istintivamente dalla direzione da cui proveniva. Ma, prima che potesse voltarsi e fuggir via, le impressioni sonore dirette si rivelarono parole:
— La Luce sia ringraziata… il periodo della Riconciliazione è arrivato.
Riconobbe la voce di Philar, il Guardiano della Via.
E altre voci risposero: — Sia resa grazie alla Luce.
E Philar: — Il Buio verrà spazzato via davanti ai Sopravvissuti.
E le voci: — E la Luce prevarrà.
Sembrava quasi un canto. Ma le espressioni mancavano della sincerità e dell’energica convinzione.
Jared avanzò per andare incontro al gruppo.
Philar: — Apriremo gli occhi e sentiremo la Grande Luce Onnipotente.
Le voci: — E non ci sarà più il Buio.
— Tornate indietro! — gridò Jared. — Non venite da questa parte!
Il gruppo si fermò quando il giovane li raggiunse nel Buio.
— Chi è? — domandò il Guardiano.
— Jared. Non potete…
— Lasciaci passare. Siamo stati avvisati che la Riconciliazione è vicina.
— Chi ve l’ha detto?
— Gli Emissari della Luce. Hanno detto che dobbiamo uscire tutti dai nascondigli e andare aldilà della Barriera.
— È un inganno! — l’avverti Jared. — Io ci sono stato, aldilà della Barriera. Troverete solo la Radiazione, laggiù!
— Quando eravamo tanto sciocchi da nasconderci davanti agli Emissari, lo credevamo anche noi.
— Ma gli Emissari vi stanno imbrogliando! Sono loro quelli che hanno fatto inaridire tutte le sorgenti calde!
— L’hanno fatto soltanto per costringerci a ragionare e ad abbandonare i mondi. Ecco perché hanno attaccato macchie di Luce alle pareti delle gallerie. Ecco perché, di tanto in tanto, lasciavano dietro di loro i sacri Ricettacoli tubulari della Luce Onnipotente… affinché fossimo gradualmente introdotti alla Luce stessa.
Philar lo superò, seguito dal resto del gruppetto.
— Tornate indietro! — li chiamò con voce disperata Jared. — State andando a ficcarvi in una trappola!
Ma loro continuarono il cammino senza ascoltarlo.
Il giovane riprese — bestemmiando — il viaggio verso il Livello Inferiore, ancora più veemente ora nella sua determinazione di armarsi per un assalto vendicativo contro i mostri e la Radiazione.
Qualche tempo dopo, arrivò al Livello Inferiore, avendonel frattempo accumulato più di qualche graffio ed escoriazione, malgrado la conoscenza perfetta delle gallerie vicine al suo mondo.
Fermandosi all’entrata, sentì che la tensione lo abbandonava come una febbre che svanisse. Si trovava ora in un ambiente tanto familiare da potersi muovere con confidenza anche senza l’aiuto degli scandagli.
Ma non provò nessun senso di profondo sollievo, nessun dolce senso di ritorno a casa, nessuna esaltazione. Quella soffocante e snervante cortina di Buio era attraversata soltanto da un silenzio così desolato che dava al luogo un’aria incoerente, un tocco d’estraneità quasi ostile.
Senza i familiari «clack» del generatore centrale di echi, l’intero mondo non era altro che un enorme vuoto proibito. Batté le mani e ascoltò quella terribile quiete.
Non c’era più il sereno gorgoglio delle sorgenti calde che dava calore udibile e letterale al suo mondo. E, là alla sua sinistra, le piante morenti della manna imponevano una dissonanza secca e dura sulle riflessioni sonore dei suoi «clap».
Sospesa da qualche parte in quell’immenso Buio, si trovava la violenta paura che aveva provocato frenetiche grida di orrore nell’Uomo Eterno. Come la stessa mancanza di Luce, Jared poteva avvertire il terrore che lo circondava e l’opprimeva. Ma strappando la sua mente da quei pensieri e riportandola al compito che l’attendeva, si avviò a passi bruschi in direzione della rastrelliera delle armi.